|
La scelta di istituire un Museo multimediale, nasce dall’esigenza di pubblicare il maggior numero possibile di documenti all’interno di uno spazio esiguo. L’utilizzo di una metodologia completamente interattiva inserisce il museo nella schiera degli istituti di cultura all’avanguardia, poiché si tratta di una struttura unica nel suo genere per temi e metodologia e perché mette in scena la Storia, offrendo all’utenza una fruizione innovativa dei documenti e un nuovo approccio agli archivi storici. Al comitato scientifico va il merito di aver posto in luce, in maniera rigorosa e mai scontata, tutti gli aspetti della vita degli orfani riuscendo ad evidenziare come gli istituti Martinitt e Stelline siano un esempio di filantropia illuminata, un’incubatore di alcune fra le più importanti esperienze imprenditoriali italiane. L'attività primaria che il progetto intende promuovere è la ricerca e lo sviluppo del tema storico legato al fenomeno dell’assistenzialismo nel lungo ottocento, con la conseguente comunicazione degli esiti alla comunità scientifica e generica. Un luogo d’eccellenza nel panorama culturale milanese perché, oltre ad assolvere a tutti i criteri di scientificità, divulgazione e conservazione, propri di ogni istituzione museale, ha la virtù di eliminare ogni possibile barriera nei confronti del fruitore, attraverso l’uso di allestimenti multimediali e interattivi. Il pregio dell’iniziativa consiste nella volontà di creare linguaggi alternativi ed attraenti, in grado di coinvolgere il visitatore nel mondo degli archivi, senza annoiarlo.
All’interno sono collocati gli archivi storici dal 1800 al 1960 e la biblioteca Martinitt dell’istituto, dotata di oltre ventimila volumi. Il centro si qualifica come un “contenitore culturale” di particolare rilievo: vi sono infatti sale di studio e di consultazione, un’aula conferenze, uffici di consulenza al pubblico, l’ufficio per le richieste del materiale e, infine, una sala di consultazione dei cataloghi (inventari, titolari, strumenti di corredo).

Una suggestiva immagine della classe ricostruita all'interno del Museo Martinitt
|