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Quadreria

Il patrimonio storico, documentario e archivistico dell'Azienda di Servizi alla Persona Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio è di straordinario rilievo, sia per la secolare attività dei tre enti, sia per le tracce e la memoria che essi conservano di altri luoghi pii, ospedali e ospizi molto più antichi, in virtù delle aggregazioni avvenute con le riforme austriache nella seconda metà del Settecento.  
Il patrimonio artistico dell'Azienda di Servizi alla Persona Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio, comprende una ricca raccolta di dipinti, sculture, lapidi, arredi liturgici.
Oltre ai dipinti provenienti dall'eredità del principe Antonio Tolomeo Trivulzio, che raffigurano esponenti della sua famiglia, e ad alcune opere di vario soggetto (per esempio paesaggi e nature morte), la quadreria dell'Azienda è composta in gran parte dai ritratti dei più importanti benefattori.
La consuetudine del ritratto gratulatorio era particolarmente diffusa presso gli enti assistenziali milanesi, che nel corso del tempo avevano anche elaborato delle procedure per definire sia le modalità di esecuzione e le dimensioni dell'opera, sia la scelta dell'artista. Da un lato i ritratti, e talvolta i busti o le lapidi, servivano a perpetuare la memoria del benefattore, dall'altro erano un invito a emularne le gesta con dei lasciti. 
Per quanto riguarda l'origine delle opere, in parte provengono dagli orfanotrofi dei Martinitt e delle Stelline e dal Pio Albergo Trivulzio, in parte sono successive all'unificazione amministrativa e patrimoniale dei tre enti e si devono sia ai lasciti e alle donazioni, sia alla volontà dell'Istituzione, che per la commissione dei ritratti dei benefattori instaurò con alcuni artisti un rapporto intenso e duraturo (ad esempio con Pietro Narducci).
Attraverso la quadreria, è possibile incontrare un gran numero di personaggi dal Cinquecento a oggi: dai ritratti più antichi, che provengono dall'orfanotrofio delle Stelline e dall'eredità della famiglia Trivulzio, alla parte più consistente della raccolta, che è quella dell'Ottocento e dei primi decenni del Novecento.
Per quanto riguarda i dipinti e le statue a carattere sacro, provengono in gran parte dalle chiese interne ai due orfanotrofi.